
Un gelato si assaggia in pochi secondi. Piace o non piace, sembra dolce oppure equilibrato, cremoso oppure troppo freddo. Il giudizio arriva in fretta. Quello che lo ha reso possibile, invece, resta quasi sempre invisibile.
Dietro una vaschetta ci sono materie prime, fermentazioni, estrazioni, struttura, temperatura, bilanciamento degli zuccheri e percezione aromatica. Ci sono prove, errori, correzioni e persone che trasformano una tecnica in una scelta. Come Prima Più di Prima nasce per rendere leggibile proprio questa parte del lavoro.
Il 10 ottobre 2026, alla Gelateria Wally di Milano, venti professionisti si incontreranno per la sesta edizione del progetto. Non è una competizione, non cerca il “miglior gelato” e non propone una classifica. È uno spazio di ricerca, dialogo e conoscenza, costruito intorno a gusti che chiedono tempo, attenzione e curiosità.
E se il gelato meritasse di essere raccontato con la stessa profondità con cui raccontiamo il vino, il caffè o l’olio extravergine d’oliva?
CONOSCERE PRIMA DI GIUDICARE
Il gusto è immediato.
La comprensione richiede tempo.
La domanda da cui partire è semplice: e se il gelato meritasse di essere raccontato con la stessa profondità con cui raccontiamo il vino, il caffè o l’olio extravergine d’oliva?
Per quei prodotti siamo abituati a parlare di origine, varietà, trasformazione, stagionalità, tecnica e intenzione. Nel gelato, invece, il racconto spesso si ferma al nome del gusto. Come Prima Più di Prima prova ad allargare lo sguardo: non per rendere l’assaggio più complicato, ma per restituirgli contesto.
Non tutto deve piacerci immediatamente. A volte un gusto può sorprendere, spostare un’abitudine o chiedere un secondo assaggio. Prima di decidere se ci convince, possiamo domandarci: cosa percepisco? Perché sono stati scelti questi ingredienti? Che cosa voleva raccontare chi lo ha creato? Sono domande che non tolgono spontaneità al piacere; gli danno più possibilità.

VENTI PROFESSIONISTI, VENTI RICERCHE
Ingredienti inattesi.
Scelte da comprendere.
I venti gusti della sesta edizione mostrano quanto ampio possa diventare il vocabolario del gelato. “Tra le foglie” unisce caffè 100% Arabica e infuso di funghi porcini. “Castagna, tabacco e rhum” lavora su note calde, legnose e persistenti. “Nocciola contemporanea” mette insieme nocciola, miso, caramello e croccante alle nocciole. “Cuor di casaro” parte invece da mozzarella fatta in casa e latticello, completati da una salsa alle pesche.
Non sono accostamenti pensati per stupire a ogni costo. Ognuno nasce da un percorso di studio, da una materia prima osservata da un punto di vista diverso e dalla volontà di costruire un equilibrio. Il risultato non chiede un consenso automatico: invita a capire in quale direzione si è mosso chi lo ha ideato.
ANALISI SENSORIALE
Non dire cosa deve piacere.
Capire perché piace.
Durante la giornata, l’analisi sensoriale guidata da Roberto Lobrano offrirà parole e strumenti per riconoscere ciò che accade durante l’assaggio. Gli Unconventional Games porteranno lo stesso principio in una forma più libera e partecipata: allenare attenzione, confronto e capacità di descrivere.
Il punto non è insegnare che cosa dovrebbe piacere. È aiutare a comprendere perché qualcosa piace, oppure perché ci mette in difficoltà. Quando riusciamo a distinguere dolcezza, temperatura, texture, persistenza e relazione tra gli aromi, il giudizio smette di essere soltanto istintivo. Rimane personale, ma diventa più consapevole.

SEPAL × COME PRIMA PIÙ DI PRIMA
Essere partner
di un modo di vedere il mestiere.
Sepal Group è partner di Come Prima Più di Prima fin dalla prima edizione. Alessandro Croce partecipa al progetto fin dall’inizio. È una continuità che nasce da un’affinità concreta con il modo in cui lavoriamo ogni giorno.
Per Sepal partecipare a Come Prima Più di Prima non significa semplicemente sostenere un evento, ma sostenere un modo di vedere il mestiere. Significa stare accanto a gelatieri che sperimentano, cambiano una ricetta, mettono in discussione una materia prima e trasformano un’idea in un gusto. Il nostro lavoro entra in quel percorso quando aiuta a trovare struttura, equilibrio o metodo, senza sostituirsi alla visione di chi firma il risultato.
In un settore che evolve rapidamente, occasioni come questa ricordano che innovare non coincide con aggiungere effetti. Vuol dire conoscere meglio gli ingredienti, saper leggere i processi e accettare che anche un errore possa aprire una strada.
CONTINUARE A CERCARE
Territori, stagioni,
memorie e identità.
Il gelato può parlare di territori e stagioni, di memorie personali e identità professionali. Può essere immediato, ma anche stratificato. Può confortare oppure sorprendere. La sua forza sta anche nel non dover scegliere una sola di queste possibilità.
Come Prima Più di Prima crea il tempo e lo spazio per ascoltarle tutte: attraverso venti professionisti, venti ricerche diverse e un pubblico invitato non soltanto ad assaggiare, ma a osservare e fare domande.
Far evolvere il gelato non significa necessariamente renderlo più complesso. Significa continuare a farsi domande.
